Malattie del fegato e pancreas

Malattie del fegato e pancreas

 

Le epatiti
L’epatite è un processo infiammatorio a carico del fegato che ne danneggia le cellule (epatociti). Può presentarsi in forma acuta o cronica. All'origine dell'epatite possono esserci cause differenti. Esistono epatiti tossiche (avvelenamento da funghi, da sostanze chimiche, da farmaci), autoimmuni, granulomatose (a volte come complicanza del morbo di Crohn). Ma in assoluto le più frequenti, sia nella forma acuta sia in quella cronica, sono le epatiti virali. Malessere, nausea, dolori addominali sono i sintomi più comuni di tutte le forme di epatite. Spesso, ma non sempre vi è ittero: nell'epatite A lo si osserva di frequente, ma non sono rare le forme asintomatiche; anche nell'epatite B, per lo più asintomatica, non sempre vi è ittero o febbre e il suo esordio è comunque vago e insidioso; nell'epatite C, anch'essa spesso asintomatica, l'ittero è presente solo in un terzo dei casi. Se l'infiammazione si estende a tutto l'organo può portare alla perdita totale delle sue funzioni. L'epatite cronica si instaura successivamente a un episodio acuto e ha un andamento lento e talora progressivo. In seguito alla cronicizzazione si può sviluppare, in una percentuale variabile di pazienti, cirrosi epatica e/o tumore del fegato (epatocarcinoma). L'epatite A e l'epatite E non cronicizzano mai.

Cirrosi epatica
La cirrosi è una malattia cronica del fegato dovuta ad un'infiammazione, caratterizzata da alterazioni della struttura e delle funzioni del fegato ed alla trasformazione dell'organo in tessuto fibroso (con cicatrici).
Il fegato progressivamente distrutto da infezioni virali, malattie metaboliche, malattie immunitarie, sviluppa una serie di cicatrici che sostituiscono le cellule epatiche non più in grado di funzionare normalmente. In Italia e in molti altri paesi industrialmente sviluppati l'epatite C è la più frequente delle tre principali cause di cirrosi. In netta riduzione si dimostra invece, rispetto ai dati del 1980, la prevalenza delle cirrosi da HBV (nonostante un nuovo recente incremento a causa dell'immigrazione di persone provenienti da aree ad elevata diffusione del virus). L'abuso di alcol oltre a poter essere responsabile della cirrosi come fattore singolo, può spesso anche essere concausa in un elevato numero di cirrosi correlate al virus HBV o HCV. La storia naturale della cirrosi dipende sia dalla sua eziologia (causa) che dal trattamento di tutti i fattori potenzialmente dannosi per il fegato eventualmente associati. La cirrosi è spesso priva di sintomi. Molti dei pazienti non sanno di avere un problema di fegato fino alla comparsa, a volte improvvisa, di complicazioni della malattia epatica. Non è infrequente accorgersi di avere delle alterazione delle transaminasi in corso di esami del sangue effettuati per altri motivi o per controlli routinari, tuttavia la prima manifestazione clinica dei pazienti con cirrosi può essere caratterizzata da importanti e pericolose complicazioni come l'emorragia, l'ascite, la peritonite batterica spontanea o encefalopatia epatica.

Calcolosi della colecisti
Per calcolosi biliare o litiasi della colecisti si intende la presenza di calcoli (“sassolini” di dimensioni variabili da pochi millimetri a qualche centimetro) all’interno della colecisti (o cistifellea) e nelle vie biliari. È una malattia assai frequente, presente nel 10-15% della popolazione adulta. È più frequente tra le donne e spesso si associa a gravidanze multiple, obesità o rapida perdita di peso. Nella diagnosi di calcolosi è importante valutare la presenza di calcoli biliari e se essi sono la causa dei sintomi. I calcoli biliari sono comunemente rilevati mediante ecografia. La presenza di calcoli non prova con certezza che questi siano la causa dei sintomi, pertanto potrebbero essere prescritti esami ulteriori.La maggior parte delle persone che sviluppano calcoli biliari non presenta sintomi. I calcoli silenti vengono spesso diagnosticati tramite ecografia o TAC eseguite per altri motivi. I calcoli silenti non vengono trattati, in quanto i sintomi iniziali di calcolosi sono solitamente lievi e il rischio di rimozione chirurgica della colecisti è maggiore del rischio di ritardare l’inizio del trattamento. . Le coliche biliari sono il sintomo più comune della calcolosi. Sono caratterizzate da attacchi dolorosi nella zona addominale, spesso nella parte superiore, appena sopra le ultime costole. Il dolore può localizzarsi anche a livello della schiena e della spalla destra, associato a nausea e a vomito. Le coliche biliari sono in genere causate dalla contrazione della colecisti in risposta a un pasto grasso, con una conseguente compressione dei calcoli e blocco dell’apertura. Quando, dopo il pasto, la colecisti si rilassa, il dolore scompare. Una volta verificatosi il primo attacco di colica biliare, esiste la probabilità che in futuro si manifestino sintomi più gravi. A differenza della colica biliare, nella colecistite acuta, un’infiammazione della colecisti causata dal blocco totale della colecisti per ripetuti episodi di coliche, il dolore è costante e si osserva un innalzamento della temperatura corporea. La colecistite acuta è una condizione grave che richiede cure mediche immediate e trattamento ospedaliero (fluidi somministrati per via endovenosa, farmaci antidolorifici e, talvolta, antibiotici). La rimozione chirurgica della colecisti è di solito raccomandata durante il ricovero ospedaliero o poco dopo. Se non trattata in maniera adeguata, la colecistite acuta può portare alla rottura della colecisti, una condizione estremamente pericolosa.

Le pancreatiti
La pancreatite acuta è un'infiammazione a carico del pancreas che insorge in maniera improvvisa. Il quadro patologico è molto variabile e può presentare forme di pancreatite lieve, risolvibili in pochi giorni, e forme più gravi, che possono anche avere esito fatale. La pancreatite insorge più frequentemente in seguito a una calcolosi biliare, patologia che colpisce più di frequente la popolazione femminile. L'alcolismo, che coinvolge più maggiormente gli uomini, è un’altra importante causa di pancreatite. Più raramente anomalie anatomiche del pancreas, tumori, aumento dei trigliceridi nel sangue o l'assunzione di alcuni farmaci possono causare la comparsa della malattia. Infine La pancreatite acuta può anche essere una complicanza di manovre endoscopiche sul pancreas. La presentazione clinica è caratterizzata da un importante dolore addominale che spesso si associa a nausea, vomito e febbre. Nelle forme più lievi di pancreatite i sintomi possono regredire rapidamente, mentre in quelle più gravi possono evolvere in setticemia, shock, insufficienza renale e respiratoria. Esami del sangue e la Tac dell'addome, eseguita con mezzo di contrasto, consentono di distinguere in fase di diagnosi le forme lievi da quelle più gravi. Grazie all'ecografia è possibile verificare la presenza di calcoli biliari, che sono la causa più frequente della pancreatite.